Il punto di Kunal Mehta, Head of Fixed Income Specialist Team, Vanguard Europe.

 

  • I mercati obbligazionari globali hanno affrontato un semestre difficile e il risultato è la peggiore performance semestrale in oltre trent’anni.
  • In realtà, le previsioni sulla performance dei mercati obbligazionari sono diventate decisamente più favorevoli rispetto all’inizio dell’anno.
  • Per i gestori attivi sul reddito fisso, il contesto attuale sta aprendo opportunità che non si presentavano da diversi anni.

 

I mercati obbligazioni globali hanno affrontato un semestre difficile, registrando la peggiore performance semestrale in oltre trent’anni1. Nel contesto di quella che si presenta come una tempesta perfetta, composta da inflazione elevata, tassi d’interesse in aumento e scoppio della guerra in Europa, a prima vista le obbligazioni potrebbero non sembrare l’asset class più indicata per cercare ritorni interessanti.

In realtà, le previsioni sulla performance dei mercati obbligazionari sono diventate decisamente più favorevoli rispetto all’inizio dell’anno e per i gestori attivi sul reddito fisso, il contesto attuale sta aprendo opportunità che non si presentavano da diversi anni.

In generale, le prospettive a lungo termine per gli investitori obbligazionari globali sono migliorate da inizio anno. Nonostante le possibili preoccupazioni di alcuni investitori, i rendimenti sono ora molto al di sopra delle aspettative a lungo termine per l’inflazione e, nel lungo periodo, rendimenti più elevati significano maggiori guadagni per i portafogli obbligazionari. Le obbligazioni sono tornate a rappresentare una copertura stabile contro il rischio azionario, dopo che per la maggior parte dell'anno hanno avuto una correlazione positiva con gli asset di rischio2.

Questo è già di per se un buon motivo per non perdere fiducia nelle obbligazioni. E guardando con attenzione alle decine di migliaia di singoli titoli tra cui investire nel mercato obbligazionario globale, la situazione è ancora più incoraggiante. Siamo addirittura convinti che alcuni segmenti del mercato obbligazionario offrano oggi opportunità più interessanti rispetto a qualsiasi momento del recente passato.

Opportunità nei momenti difficili

Le obbligazioni corporate investment-grade sono un esempio evidente. Gli spread sul credito di buona qualità si sono ampliati in modo significativo mentre i mercati attraversavano un periodo complicato nel primo semestre del 2022. L’allargamento degli spread non è stato però uniforme su tutto il mercato del credito globale.

Per esempio, gli spread delle obbligazioni corporate Usa ed europee hanno avuto andamenti molto diversi. Negli Stati Uniti, lo spread è passato da meno di 100 punti base a inizio anno a circa 160 punti base a fine giugno3. Riteniamo però che le attuali valutazioni del mercato Usa, con spread complessivamente superiori di 25 punti base rispetto alla media a dieci anni, non riflettano ancora completamente l’intera gamma di rischi che gli investitori si trovano ad affrontare, anche se vi sono nicchie di valore, in particolare nel settore bancario, farmaceutico e nelle utility.

In Europa, nello stessso periodo, gli spread sono raddoppiati, passando da 100 a 200 punti base, mentre le valutazioni, per contro, sono state molto basse, con una dispersione contenuta tra i vari settori, una possibile recessione e la minaccia rappresentata dai prezzi del gas naturale.

In entrambe le regioni, permotivi diversi, un approccio attivo basato sulla scelta dei titoli bottom-up e sul valore relativo può aiutare a sbloccare opportunità specifiche.

Nel primo semestre le obbligazioni dei mercati emergenti hanno avuto le maggiori difficoltà, registrando la peggior performance su tutte le sottoclassi di attivi4. Il rapido ampliamento degli spread creditizi, l’aumento dei tassi d’interesse nei mercati sviluppati e il rafforzamento del dollaro Usa hanno penalizzato il debito emergente. Da ciò è però conseguito che i prezzi delle obbligazioni emergenti sono ora ai minimi degli ultimi cinque anni rispetto al dollaro Usa5 e interessanti opportunità di ingresso sono presenti su tutto lo spettro delle emissioni di qualità.

Questo sviluppo è più favorevole per gli emittenti in difficoltà che affrontano la prospettiva della ristrutturazione del debito, in quanto riduce la perdita potenziale per gli investitori obbligazionari in caso di default. Allo stesso tempo, dovrebbe anche tradursi in spread più stretti per i crediti più sani, in quanto gli investitori sono tenuti a mettere a rischio una somma in dollari minore per ogni obbligazione acquistata.

Ciononostante, come sempre accade negli emergenti, un contesto caratterizzato da rischio e volatilità più elevati può mettere sotto osservazione l'approccio dei gestori attivi nella costruzione del portafoglio e nella gestione dei rischio. Ancora una volta, l’elemento chiave è un approccio attivo basato sulla reale selezione di titoli  tra fonti diversificate.

Costruttivo, ma selettivo

Il recente sell-off sul reddito fisso ci porta oggi a essere più costruttivi sulle prospettive di ritorno del debito emergente e del credito investment-grade rispetto alla view da diversi anni a questa parte.

È in questi momenti che gli investitori hanno maggiormente bisogno delle qualità che ricercano tradizionalmente nelle obbligazioni, ad esempio, il fatto di essere una fonte interessante di reddito e di ritorno, di rappresentare un diversificatore contro il rischio azionario per quanto riguarda il credito globale, oltre a forti ritorni corretti per il rischio per quanto riguarda le obbligazioni emergenti. L’avvertenza per gli investitori alla ricerca di opportunità attive in questi mercati è quella di adottare un approccio disciplinato e gestito in funzione del rischio nella selezione dei titoli per evitare di essere esposti a forti ribassi.

 

1 Fonte: Bloomberg. Rendimenti per Bloomberg Global Aggregate Index USD Hedged al 30 giugno 2022. La performance del primo semestre 2022 è stata la peggiore dal lancio dell’indice, il 1° gennaio 1990.

2 Fonte: Vanguard e Bloomberg. Tra il 31 dicembre 2021 e il 30 giugno 2022, il rapporto tra il Bloomberg Global Aggregate Index USD Hedged e gli indici S&P 500 e MSCI All World è stato, rispettivamente, dello 0,077 e dello 0,058. Tra il 30 giugno 2022 e il 31 luglio 2022 tale rapporto è stato, rispettivamente, del -0,086 e del -0,140.

3 Fonte: Bloomberg, dal 1° gennaio al 30 giugno 2022.

4 Fonte: Indice JP Morgan EMBI Global Diversified al 30 giugno 2022.

5 Fonte: Indice JP Morgan EMBI Global Diversified Sovereign Total Return in dollari USA al 30 giugno 2022.

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