• I consulenti fungeranno sempre più da guida per i clienti nella vasta gamma di opzioni ESG.
  • Non esiste un approccio standardizzato all'ESG, ed è per questo che è utile iniziare la conversazione stabilendo gli obiettivi e le preferenze del cliente.
  • Desidera un approccio ESG attivo o indicizzato? Preferisce disinvestire da alcune società o settori oppure detenere i titoli e optare per l'engagement? Queste sono solo alcune delle domande che possono aiutarvi a definire gli obiettivi del cliente.

 

Di Fong-Yee Chan, Head of ESG Strategy, Vanguard Europe.

Gli investitori interessati agli investimenti ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno a disposizione una gamma di prodotti in rapida crescita tra cui scegliere, poiché la quota di mercato dei fondi comuni e degli ETF focalizzati sull'ESG in Europa è cresciuta dall'8% del 2017 al 18% dello scorso anno.

Questo universo in espansione comporta una crescente necessità di consulenza in merito alle opzioni ESG, tanto che l'argomento viene trattato in circa una conversazione su cinque con i consulenti.

Esistono varie modalità per riflettere le considerazioni ESG nei prodotti e processi d'investimento, a partire dalla stewardship (la promozione di un'efficace governance aziendale attraverso attività come engagement e voto) e dall'integrazione ESG (l'inclusione di informazioni ESG importanti nell'analisi degli investimenti e nel processo decisionale) fino ai prodotti con un mandato o un label ESG formale.

Vanguard ha sviluppato un quadro in quattro fasi per aiutare i consulenti a muoversi nel panorama ESG e la prima fase, ossia definire gli obiettivi del cliente, può aiutarvi a valutare le diverse opzioni ESG e a determinare un approccio adeguato.

Preferenza di valori, beneficio finanziario o cambiamento positivo?

Una modalità per determinare gli obiettivi ESG di un cliente, e quindi la migliore linea d'azione, è chiedergli cosa intenda ottenere affrontando determinate questioni ESG.

Il cliente può nutrire peculiari convinzioni etiche, morali, religiose, umanitarie, politiche e/o ambientali che possono determinare l'approccio ESG che desidera adottare. Ad esempio, una società può condurre un'attività commerciale legale, ma l'investitore potrebbe non voler investire in essa perché è in contrasto con i suoi valori. Questa preferenza di valori può essere talmente radicata da indurre l'investitore a sacrificare il rendimento finanziario.

Per contro, il cliente può auspicare un beneficio finanziario, come il miglioramento del rendimento aggiustato per il rischio o la riduzione di certi tipi di rischio. Ad esempio, un investitore potrebbe voler investire in società che si occupano di energia rinnovabile perché ritiene che beneficeranno della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.

Potrebbe voler apportare cambiamenti positivi a livello ambientale, sociale o di governance su una o più questioni che lo riguardano. Ad esempio, potrebbe voler influenzare un cambiamento nelle condizioni di lavoro dei dipendenti di alcune aziende o settori.

Infine, l'investitore potrebbe dover seguire alcuni requisiti ESG, come esclusioni specifiche, stabiliti da terzi come un organismo di regolamentazione.

Gli obiettivi del cliente possono variare in base alla diversa prospettiva ESG e non si escludono a vicenda, per esempio il cliente potrebbe voler generare un beneficio finanziario apportando al contempo un cambiamento positivo. Non esiste un approccio standardizzato, ed è per questo che è utile iniziare la conversazione ESG stabilendo gli obiettivi del cliente prima di determinare un approccio adeguato.

Una volta compresi gli obiettivi del cliente, le seguenti domande aggiuntive possono aiutarvi a capire quali opzioni ESG potrebbero essere più appropriate:

Disinvestimento o engagement?

Nel settore vi è un acceso dibattito sull'opportunità di disinvestire (o vendere) a causa delle attività di alcune società o continuare a detenere le loro azioni impegnandosi in attività di engagement sulla gestione dei rischi ESG. La scelta dipende in gran parte da ciò che l'investitore cerca di ottenere incorporando i criteri ESG nei suoi investimenti.

Se l'investitore mira ad allineare gli investimenti con i valori personali, potrebbe voler disinvestire, ossia escludere certi settori, titoli o emittenti che non sono in linea con quei valori.

Tuttavia, se l'investitore desidera influenzare un cambiamento positivo nell'economia, nella società o nell'ambiente, può ritenere più efficace detenere i titoli di alcune società e, attraverso il suo gestore patrimoniale, interagire con il consiglio di amministrazione per incoraggiare una migliore gestione delle questioni ESG.

In vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dello scorso anno (COP26) a Glasgow, i membri del Work and Pensions Committee hanno sottolineato l'importanza dell'engagement rispetto al disinvestimento per incoraggiare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, affermando che "incoraggiare il cambiamento di comportamento nelle aziende attraverso una buona stewardship rappresenta probabilmente un approccio più efficace per contribuire alla transizione dell'economia reale verso il net zero".

In Vanguard offriamo entrambi gli approcci. In qualità di titolari a lungo termine delle società in cui i nostri fondi investono, il nostro team di stewardship globale interagisce con le società su questioni ESG importanti che possono avere un impatto sul valore a lungo termine per gli investitori.

Per alcuni investitori, tuttavia, la detenzione di alcuni titoli non è coerente con i loro valori. Per questo offriamo anche fondi ESG indicizzati che permettono agli investitori di evitare certi rischi ESG selezionando (o escludendo) società o settori sulla base di criteri specifici. Potrebbe trattarsi di aziende che operano con energia non rinnovabile, ad esempio, o di produttori di armi o di tabacco.

Una volta definiti gli obiettivi ESG del cliente, è possibile valutare le diverse opzioni ESG e determinare un approccio adeguato

Fong Yee Chan, Head of ESG Strategy, Vanguard Europe.

Gestione attiva o indicizzazione?

È possibile tenere conto delle considerazioni ESG sia attraverso strategie attive che indicizzate, e la decisione dipende in ultima analisi dagli obiettivi e dalla tolleranza al rischio del cliente.

I gestori attivi possono tenere conto dei criteri ESG nella loro ricerca di investimenti e nei processi di selezione dei titoli anche quando non hanno un mandato ESG specifico. Come affermato in precedenza, i prodotti indicizzati possono applicare criteri ESG per escludere alcuni titoli dall'universo o, al contrario, selezionare o sovra/sottopesare i titoli in base a determinati criteri ESG.

È importante sottolineare che sia nella gestione attiva che nell'indicizzazione i gestori possono interagire con le società in portafoglio per incoraggiare la supervisione dei rischi principali, compresi i rischi ESG. Nei fondi azionari e multi-asset gestiti esternamente per conto di Vanguard, i gestori hanno piena responsabilità di voto per delega.

Quindi, la scelta tra un fondo attivo o uno indicizzato dipende dagli obiettivi del cliente e dalla sua tolleranza al rischio. Se il cliente desidera generare alfa, può essere appropriato un prodotto attivo. Se invece preferisce replicare il mercato, può essere più adatto un prodotto indicizzato.

Mandato ESG specifico o prodotto standard?

Alcuni approcci agli investimenti ESG si applicano a tutti i prodotti, anche quando non presentano un obiettivo ESG, ad esempio, le attività di engagement e voto, come indicato sopra.

Allo stesso modo, l'integrazione ESG è stata a lungo utilizzata dai gestori di fondi attivi non ESG. Non preclude necessariamente l'investimento in una società, un settore o un Paese a causa di un'attività indesiderabile, ma considera i rischi e le opportunità ESG insieme ad altri fattori nel selezionare gli investimenti. Ad esempio, un gestore azionario attivo potrebbe considerare un problema di governance finanziariamente rilevante quando valuta le prospettive di crescita degli utili di una società.

Tuttavia, alcuni investitori potrebbero volere un prodotto con un mandato specifico se desiderano enfatizzare alcune considerazioni ESG, quindi vale la pena definire la preferenza dell'investitore.

Queste domande possono aiutare i consulenti a capire ciò che spinge un investitore a incorporare considerazioni ESG. Per ulteriori informazioni sul nostro quadro obiettivo e pratico per il processo decisionale ESG, scaricate il nostro documento oggi stesso.

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