Aspetti principali

  • Nel corso dell'anno ci aspettiamo l'inizio di una lieve recessione nell'area euro.
  • Per quest'anno abbiamo rivisto al ribasso le nostre aspettative di crescita degli Stati Uniti, con una recessione ancora probabile nel 2023.
  • Il mercato europeo del gas si è adeguato sorprendentemente bene all'interruzione delle forniture dalla Russia.
  • Il nuovo tetto ai prezzi dell'energia aumenta i rischi per la crescita nel Regno Unito.

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Vanguard economic update

Le pressioni inflazionistiche rimangono in primo piano per le banche centrali, rendendo probabili ulteriori aumenti dei tassi d'interesse e mettendo ulteriormente sotto pressione l'attività economica globale.

Per quanto riguarda l'area euro ci aspettiamo l'inizio di una lieve recessione verso fine anno, con una crescita negativa del PIL nell'ultimo trimestre del 2022 e nel primo trimestre del 2023. Una situazione che si è instaurata dopo che il PIL dell'area euro è cresciuto dello 0,6% su base destagionalizzata nel secondo trimestre.

Più incoraggiante, tuttavia, è la constatazione che il mercato europeo del gas si è adattato sorprendentemente bene all'interruzione delle forniture di gas naturale da parte della Russia attraverso il gasdotto Nord Stream 1. La Germania, la maggiore economia europea, è quella che ne risente maggiormente, ma in generale riteniamo che i rischi non siano più orientati al ribasso. Ciò è dovuto in parte al fatto che i paesi hanno accumulato scorte sufficienti di gas. Gli stati membri dell'euro si stanno inoltre coordinando per trovare fonti alternative di gas ed hanno messo in atto alcune politiche fiscali per contrastare le difficoltà geopolitiche.

Per quest'anno abbiamo anche rivisto al ribasso le nostre aspettative più ottimistiche per la crescita negli Stati Uniti. Prevediamo attualmente una crescita dell'economia statunitense per l'intero anno 2022 compresa tra lo 0,25 e lo 0,50%, con la previsione più alta in calo rispetto allo 0,75% del mese scorso. Le nostre aspettative per quanto riguarda la recessione nel prossimo anno rimangono invariate rispetto al mese scorso, con una probabilità del 65%.

Nel Regno Unito il quadro è più complesso dopo che, nel giro di pochi giorni, sono stati nominati un nuovo primo ministro e un nuovo re. Il piano del Primo Ministro Liz Truss di imporre un tetto ai prezzi dell'energia potrebbe modificare ulteriormente le nostre previsioni, che sono ancora in fase di revisione. Prima dell'annuncio di Truss di porre un tetto alle bollette energetiche delle famiglie tipo a un massimo di 2.500 sterline all'anno per i prossimi due anni, ritenevamo che il Regno Unito fosse avviato verso una recessione che sarebbe durata per tre trimestri, a partire dal quarto del 2022.

Ci aspettiamo comunque che la Bank of England aumenti i tassi d'interesse di altri 75 punti base in occasione della prossima riunione, rinviata al 22 settembre a causa della scomparsa della Regina Elisabetta II, e che seguano ulteriori aumenti dei tassi. Le pressioni inflazionistiche probabilmente si attenueranno nel breve periodo grazie al tetto dei prezzi energetici, ma potrebbero riaffiorare a medio termine. Prevediamo che i tassi del Regno Unito raggiungeranno un picco del 4,5% entro il primo trimestre del 2023.

Analogamente riteniamo che le attese del mercato di un taglio dei tassi da parte della US Federal Reserve siano mal riposte e prevediamo che la banca centrale statunitense continuerà ad aumentare i tassi fino a un intervallo compreso tra il 3,25 e il 3,75% entro la fine dell'anno e fino al 4,25% entro il secondo trimestre del 2023. Riteniamo improbabile un taglio dei tassi nel 2023, dato che i timori per l'inflazione salariale e i prezzi dell'energia sono i fattori di rischio che manterranno vigile la Fed.

È probabile anche un'ulteriore stretta monetaria da parte della Banca Centrale Europea (BCE). La nostra ipotesi di base prevede altri 75-100 punti base di rialzo dei tassi per il periodo residuo del 2022, con il tasso di deposito che si attesterà tra l'1,5 e l'1,75% a fine anno. Ci aspettiamo attualmente un tasso terminale, o di picco, del 2,5% entro l'inizio del 2023 (in precedenza avevamo stimato il 2,0%). Questo tasso verrà probabilmente mantenuto per tutto il 2023.

Per quanto riguarda la Cina, invece, confermiamo le nostre previsioni inferiori alle aspettative generalizzate del 2,5-3,5% per la crescita del PIL cinese per tutto il 2022. Si profilano misure di stimolo che solo due mesi fa sembravano improbabili. Benché le nostre previsioni di ripresa per il secondo semestre siano inferiori a quelle generalizzate, riteniamo che la crescita sarà disomogenea nei due trimestri. Prevediamo che il terzo trimestre risulterà inferiore alle aspettative, ma il quarto avrà un andamento più solido grazie all'incremento delle misure di stimolo e ad una maggiore possibilità di allentamento delle politiche relative al Covid-19 prima della fine dell'anno.

È tuttavia improbabile che si assista a una decisa ripresa a forma di V come quelle fatte registrare dalla Cina nel 2020 e nel 2021.

Quanto riportato in questo documento è il punto di vista del Global Economics and Markets Team dell'Investment Strategy Group (ISG) di Vanguard al 14 settembre 2022. Per un approfondimento sulle ultime considerazioni dei nostri economisti, leggere il rapporto completo.

Previsioni di rendimento delle classi di attivi

Le previsioni di Vanguard sui rendimenti azionari e obbligazionari decennali annualizzati basate sul modello VCMM (Vanguard Capital Markets Model®) restano invariate rispetto al mese scorso, dal momento che negli ultimi mesi le condizioni non hanno subìto cambiamenti abbastanza significativi che comportassero un cambiamento deciso delle nostre previsioni. I dati di seguito riportati sono riferiti al 30 giugno 2022.

IMPORTANTE: Le proiezioni e le altre informazioni ottenute col VCMM per quanto riguarda la probabilità dei diversi risultati degli investimenti sono di natura ipotetica, non rispecchiano risultati di investimenti reali e non sono garanzia di rendimenti futuri. Le distribuzioni dei risultati d'investimento ottenuti col VCMM derivano da 10.000 simulazioni per ogni classe di attivi modellizzata. Simulazioni al 30 giugno 2022. I risultati del modello possono variare ogni volta che lo si utilizza e nel tempo.

Le proiezioni complete ottenute col VCMM si basano generalmente sui dati di fine trimestre, anche se forniamo serie parziali di proiezioni basate sui dati riferiti alla fine di altri mesi quando la volatilità dei mercati risulta essere significativa.

I dati sono riferiti al 50° percentile delle distribuzioni dei rendimenti previsti. Presentiamo intervalli di 2 punti percentuali intorno alle tendenze centrali delle distribuzioni dei rendimenti azionari e intervalli di 1 punto percentuale intorno alle tendenze centrali delle distribuzioni dei rendimenti del reddito fisso. I dati tra parentesi rispecchiano la volatilità media stimata. Le presunzioni di rendimenti probabilistiche dipendono dalle condizioni di mercato al momento dell'esecuzione del VCMM e, come tali, possono cambiare nel tempo ogni volta che il modello viene eseguito.

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