La ricerca non è attualmente disponibile
Resilienza economica e rinnovate pressioni inflazionistiche
5 minuti di lettura
Macro economia

Resilienza economica e rinnovate pressioni inflazionistiche

L’attività globale continua a battere le aspettative ma l’inflazione persistente e i rincari dell’energia rendono le banche centrali più caute.

Punti chiave

  • La crescita economica continua a superare le aspettative, sostenendo le prospettive per i mercati.
  • Inflazione e prezzi energetici restano primari rischi.
  • Le decisioni delle autorità rimangono un driver principale delle aspettative dei mercati.

Le nostre previsioni economiche

Stati Uniti

Messa a punto della politica monetaria 

L’economia americana continua a dimostrarsi resiliente, con un andamento che è in linea con un’espansione superiore al 2%. Gli investimenti delle imprese si confermano una fonte significativa di vigore, procedendo a un ritmo che al secondo trimestre 2026 si attesta al 9,6% ed è di oltre 2 punti percentuali al di sopra della nostra già robusta stima di inizio anno. Ci aspettiamo che questo ciclo di investimenti resti un importante motore di crescita anche nel 2027. La spesa dei consumatori registra anch’essa un’evoluzione ampiamente in linea con le aspettative, sostenuta da una tassazione favorevole e continui apprezzamenti dei patrimoni delle famiglie. Una crescita più debole dei redditi in termini reali rappresenta un potenziale fattore avverso per i consumi nella seconda metà dell’anno.

Il mercato del lavoro resta fondamentalmente stabile con un’ampia gamma di indicatori che segnalano che le condizioni restano in prossimità del livello neutrale e in linea con una generale solidità. Riteniamo che il dato di agosto sui nuovi occupati, pari a 162.000 unità, sia stato più robusto di quanto suggeriscano le condizioni sottostanti, tuttavia ha rafforzato la nostra visione di moderato miglioramento negli ultimi mesi delle condizioni cicliche sul mercato del lavoro. Abbiamo pertanto rivisto al ribasso la nostra previsione per il tasso di disoccupazione da 4,6% a 4,4% per fine 2026. Attribuiamo circa la metà del calo del tasso di disoccupazione da novembre 2025 alla ridotta partecipazione di chi non ha la cittadinanza americana, una categoria che rappresenta circa il 10% della forza lavoro complessiva negli Stati Uniti. La politica sull’immigrazione e minori percentuali di risposte ai sondaggi da parte di questa categoria di lavoratori sono tra le ragioni della flessione.

I dati sull’inflazione continuano a essere distorti da questioni legate alle metodologie di rilevamento e fattori temporanei, tuttavia le pressioni sottostanti sui prezzi sembrano mantenersi pervicacemente in una fascia poco al di sotto del 3%. La Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base alla riunione del 16 settembre e prevediamo operi un ulteriore rialzo entro fine anno. Al momento riteniamo si tratti di una ricalibratura della politica monetaria rispetto a un livello precedente ancora accomodante anziché l’inizio di un ciclo restrittivo più prolungato.

Previsioni economiche per gli Stati Uniti

Note: la crescita del PIL è definita come variazione del PIL reale (vale a dire al netto dell’inflazione) su base annua stimata nell’anno di previsione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è quello stimato per fine dicembre di ciascun anno. L’inflazione di fondo esclude le componenti volatili rappresentate dai prezzi di alimentari ed energia ed è riferita alla variazione percentuale su base annua dell’indice PCE stimata per fine dicembre di ciascun anno. Il tasso di politica monetaria è riferito all’estremo superiore dell’intervallo dei tassi sui fed fund fissato dalla Federal Reserve, stimato per la fine di ciascun anno.

Fonte: Vanguard.

Regno Unito 

Prezzi dell’energia e condizioni del mercato del lavoro fanno propendere per il rialzo dei tassi 

Il PIL reale del Regno Unito è cresciuto dello 0,4% nel secondo trimestre, sostenuto dal vigore del settore dei servizi e dall’aumento degli investimenti delle imprese, e va ad aggiungersi al solido dato del primo trimestre pari allo 0,6% tuttavia storicamente fattori legati alla stagionalità hanno comportato una crescita del PIL più alta nel primo semestre rispetto alla seconda metà dell’anno. Nella parte restante del 2026 l’attività economica verosimilmente rallenterà per via del freno esercitato dagli aumenti dei costi dell’energia e delle condizioni finanziarie inasprite, tuttavia la nostra previsione di crescita sull’intero anno attualmente all’1,1% è suscettibile di miglioramento considerando la solidità degli ultimi dati, compresi quelli dei sondaggi compilati dai direttori degli acquisti per luglio, agosto e settembre.

Al contempo il mercato del lavoro mostra segnali di stabilizzazione, con occupazione nel settore privato invariata e sondaggi ad alta frequenza che segnalano un modesto miglioramento nella seconda metà dell’anno dopo un anno e mezzo di debolezza nella fase di adeguamento all’incremento dell’aliquota a carico dei datori di lavoro dei contributi al sistema nazionale di previdenza sociale.

Abbiamo rivisto al rialzo la nostra stima sul livello generale dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) soprattutto alla luce dei rincari dei carburanti. Adesso prevediamo che il dato generale si attesti al 3,5% a fine anno, e l’inflazione core al 2,6%. Nel Regno Unito, le bollette energetiche delle famiglie sono particolarmente sensibili al recente aumento dei prezzi del gas naturale. 

Le aspettative delle famiglie di inflazione a più lungo termine restano elevate, verosimilmente in quanto l’inflazione non è scesa in modo sostenuto verso il 2% dopo lo shock del 2022 scatenato dalla guerra in Ucraina.

La Bank of England ha mantenuto i tassi invariati al 3,75% alla riunione del 17 settembre ma il comunicato della banca centrale ha messo in luce un orientamento più restrittivo, con diversi membri del comitato di politica monetaria che hanno indicato che potrebbero appoggiare un rialzo dei tassi se i costi dell’energia restassero elevati. Noi abbiamo rivisto la nostra previsione per il tasso di politica monetaria a fine anno aumentandola di 25 punti base e stimando un ulteriore rialzo nel 2027, che lo porterebbe al 4,25%. 

Previsioni economiche per il Regno Unito

Note: la crescita del PIL è definita come variazione del PIL reale (vale a dire al netto dell’inflazione) su base annua stimata nell’anno di previsione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è quello stimato per fine dicembre di ciascun anno. L’inflazione di fondo esclude le componenti volatili rappresentate dai prezzi di alimentari, energia, alcolici e tabacchi, ed è riferita alla variazione percentuale su base annua dell’Indice dei prezzi al consumo (CPI), stimata per fine dicembre di ciascun anno. Il tasso di politica monetaria è il tasso bancario (bank rate) fissato dalla Bank of England stimato per la fine di ciascun anno.

Fonte: Vanguard.

Area Euro

Gli aumenti dei prezzi dell’energia pongono rischi di ulteriore stretta da parte della BCE 

Nonostante lo shock energetico derivante dal conflitto in Medio Oriente, l’attività economica si è dimostrata resiliente nell’Area Euro. La crescita economica è diretta verso un livello superiore alla nostra stima dello 0,8% per il 2026, con vigore generale nelle principali economie e sostegno dalla domanda interna.

Ciò detto, rileviamo una trasmissione per ora soltanto modesta delle misure di stimolo tedesche nei dati della produzione industriale. La spesa militare ha registrato un’accelerazione nell’ultimo anno ma rappresenta soltanto una piccola parte della produzione complessiva. I settori più rilevanti che dovrebbero beneficiare dell’incremento degli investimenti pubblici in infrastrutture, tra cui i comparti delle costruzioni, dei metalli di base, degli impianti e delle attrezzature, non registrano ancora un impulso positivo significativo.

II tasso di disoccupazione resta prodigiosamente stabile al 6,4% per l’Area Euro. Tuttavia, il dato generale aggregato cela significativa divergenza tra i vari Paesi. In Germania la crescita dell’occupazione è negativa in un contesto di demografia sfavorevole e protratta crisi industriale mentre in Francia il mercato del lavoro attraversa una fase di debolezza ciclica, per contro in Spagna si registra crescita robusta con un tasso di creazione di occupazione superiore all’aumento dell’offerta di forza lavoro sospinto dall’immigrazione.  

Sul fronte dell’inflazione pesano gli aumenti dei prezzi sia del petrolio greggio sia del gas naturale degli ultimi mesi che associati ai maggiori margini sui prodotti della raffinazione aumentano il rischio dell’accumularsi di effetti di secondo livello nel sistema. Abbiamo pertanto rivisto al rialzo la nostra stima per l’inflazione core portandola al 2,5% sia per il 2026 sia per il 2027, un livello che è superiore all’obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea (BCE).

La BCE ha alzato i tassi di 25 punti base alla riunione del 10 settembre, portando il tasso di riferimento al 2,5%. È stato il secondo rialzo nel 2026. Avevamo previsto solo due rialzi dei tassi della BCE quest’anno, tuttavia alla luce dei rincari dei prezzi dell’energia e delle spinte rialziste per l’inflazione, adesso prevediamo un ulteriore aumento dei tassi per quest’anno e un altro nel 2027.

Previsioni economiche per l’Area Euro 

Note: la crescita del PIL è definita come variazione del PIL reale (vale a dire al netto dell’inflazione) su base annua stimata nell’anno di previsione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è quello stimato per fine dicembre di ciascun anno. L’inflazione di fondo esclude le componenti volatili rappresentate dai prezzi di energia, alimentari, alcolici e tabacchi, ed è riferita alla variazione percentuale su base annua dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo, stimata per fine dicembre di ciascun anno. Il tasso di politica monetaria è il tasso sui depositi fissato dalla BCE, stimato per la fine di ciascun anno.

Fonte: Vanguard. 

Cina

La crescita debole aggiunge pressione per una accelerazione delle misure di sostegno 

L’attività economica ha rallentato in modo diffuso in Cina sinora nel terzo trimestre in un contesto di crescente divergenza tra esportazioni resilienti e domanda interna debole. Le vendite al dettaglio, gli investimenti e la produzione industriale hanno tutti registrato dati inferiori alle attese dei mercati, anche se la crescita delle esportazioni è rimasta robusta. In alcune delle maggiori città i prezzi delle abitazioni hanno mostrato i primi segni di stabilizzazione mentre le condizioni dell’immobiliare in generale restano deboli altrove, con investimenti e vendite che continuano a contrarsi a livello nazionale.

Guardando al futuro, le esportazioni probabilmente si manterranno relativamente resilienti sul breve termine, sostenute dal ciclo di investimenti in IA in corso a livello globale e dalla domanda di beni legata al settore tecnologico. Tuttavia le prospettive di domanda estera stanno diventando sempre più incerte. L’aumento delle tensioni commerciali, tra cui i dazi e le misure anti sovvenzioni, potrebbero non incidere sulla solidità delle esportazioni nell’immediato ma verosimilmente accresceranno i costi sia economici sia politici di fare affidamento sulla domanda estera per assorbire l’eccesso di capacità produttiva domestica. Inoltre, il moderarsi degli investimenti legati all’intelligenza artificiale (IA), restrizioni più severe sulle tecnologie o una domanda globale più debole potrebbero gravare su una delle poche restanti fonti di crescita per la Cina.

A fronte di questo quadro, le autorità del Dragone probabilmente accelereranno l’attuazione delle misure di sostegno nei prossimi mesi in quanto continuano ad accumularsi rischi di ribasso per la crescita. Ci aspettiamo ulteriori misure volte a sostenere la domanda interna e a stabilizzare l’attività economica. Tuttavia, le misure espansive verosimilmente resteranno mirate e incrementali anziché evolvere in uno stimolo più generale. Prevediamo che la banca centrale del Paese mantenga condizioni di ampia liquidità e faccia maggiore affidamento sugli strumenti strutturali di politica monetaria per indirizzare il credito verso i settori prioritari. Ampi tagli del tasso di politica monetaria appaiono meno probabili sul breve termine.

Previsioni economiche per la Cina 

Note: la crescita del PIL è definita come variazione del PIL reale (vale a dire al netto dell’inflazione) su base annua stimata nell’anno di previsione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è quello stimato per fine dicembre di ciascun anno. L’inflazione di fondo esclude le componenti volatili rappresentate dai prezzi degli alimentari e dell’energia, ed è riferita alla variazione percentuale su base annua dell’indice dei prezzi al consumo del Paese, stimata per fine dicembre di ciascun anno. Il tasso di politica monetaria è il tasso sui pronti contro termine a sette giorni fissato dalla banca centrale cinese, stimato per la fine di ciascun anno.

Fonte: Vanguard. 

Giappone

La banca centrale alza i tassi in un contesto di accentuato rischio di inflazione 

L’economia nipponica continua a crescere a ritmo moderato. La resilienza delle esportazioni, la crescita robusta dei salari, la ripresa dei consumi, i solidi investimenti delle imprese e una politica di bilancio sempre più di supporto forniscono sostegno all’economia.

L’aumento dei salari e consumi delle famiglie più robusti unitamente a un’attività economica che procede a un livello superiore alla capacità sostenibile stimata suggeriscono che l’inflazione stia diventando più di matrice endogena e alimentata dalla domanda. Anche se l’inflazione per i servizi continua a restare inferiore a quella dei beni, la protratta crescita dei salari dovrebbe consentire alle imprese il trasferimento dell’incremento del costo del lavoro nei prezzi al consumo con maggiore efficacia nel tempo. Questo dovrebbe tradursi in un maggiore aumento dell’inflazione nella componente dei servizi, rafforzando la durevolezza del ciclo di inflazione.

Il 18 settembre la banca centrale giapponese ha deciso di aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base portandolo all’1,25%, giudicando i rischi per la crescita ampiamente bilanciati e quelli relativi all’inflazione orientati al rialzo. Questo riflette il potenziale di ulteriore aggiustamento sul fronte dei salari e di trasferimento dei costi ai prezzi da parte delle imprese nonché protratte aspettative di inflazione a medio e lungo termine in aumento. Sempre più la banca centrale nipponica dovrà bilanciare aspettative di inflazione, stabilità dello yen e aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, normalizzando la politica monetaria e mantenendo al contempo credibilità nella gestione dell’inflazione.  

Ci aspettiamo un ulteriore rialzo da 25 punti base entro la fine del 2026, che porterebbe il tasso di politica monetaria all’1,5%. La tempistica del rialzo dipenderà dai dati che sopraggiungeranno su inflazione, salari e attività economica nonché dall’entità della debolezza dello yen e dalle sue implicazioni per le aspettative di inflazione.

Previsioni economiche per il Giappone

Note: la crescita del PIL è definita come variazione del PIL reale (vale a dire al netto dell’inflazione) su base annua stimata nell’anno di previsione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è quello stimato per fine dicembre di ciascun anno. L’inflazione di fondo esclude le componenti volatili rappresentate dai prezzi degli alimentari freschi, ed è riferita alla variazione percentuale su base annua dell’indice dei prezzi al consumo del Paese, stimata per fine dicembre di ciascun anno. Il tasso di politica monetaria è il tasso overnight fissato dalla banca centrale giapponese stimato per la fine di ciascun anno.

Fonte: Vanguard. 

Prospettive di rendimento per le classi di attivo 

Le previsioni di rendimento annualizzato a 10 anni di Vanguard per le varie classi di attivo sono state aggiornate sulla scorta delle ultime elaborazioni del Vanguard Capital Markets Model® (VCMM) sulla base dei dati al 30 giugno 2026.

Le nostre proiezioni di rendimento nominale annualizzato a 10 anni1 espresse in valuta locale per gli investitori sono le seguenti: 

Regno Unito (sterline)

Area Euro (euro)

Svizzera (franchi svizzeri)

1 I dati sono basati su un intervallo di 2 punti intorno al 50° percentile della distribuzione dei risultati di rendimento per l’azionario e su un intervallo di 1 punto intorno al 50° percentile per l’obbligazionario.

""

Eventi e webinar

Scopri i prossimi eventi e le risorse on-demand.

""

 

IMPORTANTE: Le proiezioni e le altre informazioni ottenute col Vanguard Capital Markets Model per quanto riguarda la probabilità dei diversi risultati degli investimenti sono di natura ipotetica non rispecchiano risultati di investimenti reali e non sono garanzia di rendimenti futuri. I risultati del VCMM variano ogni volta che lo si utilizza e nel tempo. Le proiezioni ottenute col VCMM sono basate su un’analisi statistica di dati storici. I rendimenti futuri possono avere un andamento diverso dai modelli storici catturati nel VCMM. È importante notare che il VCMM potrebbe sottostimare gli scenari negativi non osservati nei periodi storici nei quali è basato il modello di stima.

Il Vanguard Capital Markets Model® è uno strumento di simulazione finanziaria proprietario, sviluppato e gestito da esperti di ricerca e consulenti qualificati di Vanguard. Il modello prevede le distribuzioni dei rendimenti futuri di una vasta gamma di classi di attivi. Tra le classi di attivi figurano i mercati azionari statunitensi e internazionali, buoni del tesoro statunitensi e mercati dei titoli societari obbligazionari con diverse scadenze, mercati obbligazionari internazionali, mercati monetari statunitensi, materie prime e alcune strategie d’investimento alternative. Il fondamento teorico ed empirico del Vanguard Capital Markets Model è che i rendimenti delle diverse classi di attivi rispecchiano la contropartita richiesta dagli investitori per assumersi diversi tipi di rischio sistematico (beta). Al centro del modello vi sono le stime del rapporto statistico dinamico tra fattori di rischio e rendimenti degli attivi, ottenute da analisi statistiche basate sui dati finanziari ed economici mensili disponibili a partire dagli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso. Tramite un sistema di equazioni stimate, il modello applica un metodo di simulazione Monte Carlo per proiettare i rapporti stimati tra i fattori di rischio e le classi di attivi, come pure l’incertezza e la casualità nel tempo. Il modello produce un’ampia serie di risultati simulati per ogni classe di attivi su diversi orizzonti temporali. Le previsioni si ottengono attraverso misure di tendenza centrale in tali simulazioni. I risultati ottenuti con lo strumento variano ogni volta che lo si utilizza e nel tempo.

Il valore primario del VCMM sta nella sua applicazione all’analisi dei potenziali portafogli dei clienti. Le previsioni per le classi di attivo del VCMM, comprese le distribuzioni della volatilità, delle correlazioni e dei rendimenti attesi, sono cruciali per la valutazione dei potenziali rischi di ribasso, dei diversi trade-off tra rischio e rendimento e dei benefici di diversificazione delle varie asset class. Sebbene le tendenze centrali siano elaborate in qualsiasi distribuzione dei rendimenti, Vanguard si focalizza sull’intero range di risultati potenziali per gli attivi considerati, come i dati presentati in questo documento, il che rappresenta la modalità più efficace per utilizzare le elaborazioni del VCMM.

Il VCMM mira a rappresentare l’incertezza nella previsione generando un’ampia gamma di potenziali risultati. È importante riconoscere che il VCMM non impone “normalità” alle distribuzioni dei rendimenti ma piuttosto è influenzato dalle cosiddette code spesse e dall’asimmetria nella distribuzione empirica dei rendimenti delle classi di attivo modellizzate. All’interno del range di risultati, le singole esperienze possono essere molto diverse, il che evidenzia la natura varia dei potenziali percorsi futuri. In effetti, questo è uno dei principali motivi per cui approcciamo le prospettive di rendimento degli attivi nella cornice della distribuzione.

Informazioni sui rischi d’investimento

Il valore degli investimenti e il reddito da essi derivante possono diminuire o aumentare e gli investitori potrebbero recuperare un importo inferiore a quello investito.

Eventuali proiezioni devono essere considerate di natura ipotetica e non rispecchiano né garantiscono risultati futuri. 

Informazioni importanti

Riservato agli investitori professionali secondo la definizione di cui alla Direttiva MiFID II. In Svizzera solo per gli investitori professionali. Da non distribuire al pubblico.

Le informazioni contenute nel presente materiale non devono essere considerate offerte di acquisto o di vendita né sollecitazioni di offerte di acquisto o di vendita di titoli in qualsiasi paese in cui tali prassi siano vietate dalla legge, né possono essere rivolte a soggetti cui non sia lecito effettuare tali offerte o sollecitazioni né possono essere effettuate soggetti non qualificati. Le informazioni contenute nel presente materiale non devono essere interpretate come consulenza legale, fiscale o d'investimento. Pertanto non ci si deve basare sui contenuti di questo materiale per eventuali decisioni d’investimento.

Le informazioni contenute in questo materiale hanno finalità puramente di carattere educativo e non costituiscono una raccomandazione né una sollecitazione ad acquistare o vendere investimenti.

Pubblicato da Vanguard Group (Ireland) Limited, regolamentata in Irlanda dalla Banca Centrale irlandese.

Pubblicato in Svizzera da Vanguard Investments Switzerland GmbH.

Pubblicato da Vanguard Asset Management, Limited, autorizzata e regolamentata nel Regno Unito dalla Financial Conduct Authority.

© 2026 Vanguard Group (Ireland) Limited. Tutti i diritti riservati.

© 2026 Vanguard Investments Switzerland GmbH. Tutti i diritti riservati.

© 2026 Vanguard Asset Management, Limited. Tutti i diritti riservati.