• La forte volatilità dei mercati nel 2022 potrebbe aver evidenziato una differenza tra le preferenze di rischio precedentemente dichiarate dai clienti e la loro effettiva tolleranza al rischio.
  • Il riesame di fine anno del portafoglio offre l'opportunità di affrontare eventuali cambiamenti negli obiettivi o nelle preferenze dei clienti.
  • Anche se non discostarsi dagli investimenti programmati risulta spesso l'azione migliore nei periodi di flessione, la pulizia del portafoglio può contribuire a ridare fiducia ai clienti, evitando decisioni che pregiudicherebbero il raggiungimento degli obiettivi.

 

Dato il livello di volatilità dei mercati globali degli investimenti nel 2022, il riesame di fine anno dei portafogli e gli incontri con i clienti per pianificare le strategie per l'anno prossimo potrebbero risultarequest’anno molto più importanti del solito.

Alcuni studi hanno dimostrato che psicologicamente l'esperienza di aver subìto una perdita lascia il segno più di quella di aver realizzato un guadagno di pari entità1. Di conseguenza, il calo dei mercati globali degli investimenti di quest'anno potrebbe essere stato particolarmente stressante per alcuni clienti. Ulteriori ricerche suggeriscono che di fronte ad una minaccia percepita, ad esempio nei confronti del benessere finanziario, le persone tendono istintivamente a voler agire in qualche modo per limitare la minaccia, e così facendo – secondo le risultanze dell'analisi - si può ridare fiducia e ritrovare la sensazione di avere la situazione sotto controllo2.

Anche se mantenere, durante le fasi di flessione dei mercati, gli obiettivi d'investimento con una ripartizione strategica e ben diversificata di azioni e obbligazioni ha tendenzialmente premiato gli investitori di lungo periodo3, non scostarsi da quanto pianificato non significa necessariamente non fare nulla.

In questo articolo proponiamo un elenco di azioni e di considerazioni relativamente ai portafogli, che i consulenti possono fare durante il riesame di fine anno e i colloqui di pianificazione con i clienti. Scopo della check list è contribuire a ridare fiducia ai clienti, mantenendo la disciplina negli investimenti e, in ultima analisi, dimostrare il valore della consulenza finanziaria, soprattutto nei periodi di maggiore incertezza economica.

Check list per il riesame del portafoglio

Secondo la ricerca4, la combinazione strategica di azioni e obbligazioni nei portafogli d'investimento è il principale fattore che determina il successo degli investimenti a lungo termine, motivo per cui l'asset allocation è un buon punto di partenza per il riesame del portafoglio.

1. Considerare il ribilanciamento

La notevole volatilità dei mercati azionari e obbligazionari di quest'anno potrebbe aver fatto allontanare i portafogli dalla loro "target allocation", per cui potrebbe essere un buon momento per ribilanciarli. 

Dalla nostra ricerca è emerso che nessuno dei principali metodi di ribilanciamento (basati sul calendario, sulle soglie o su tempo e soglie) presenta un vantaggio netto rispetto agli altri, ma ci sono alcune azioni e alcune considerazioni che i consulenti possono fare per aumentare al massimo l'efficacia del ribilanciamento. Ulteriori informazioni sui diversi metodi di ribilanciamento e su come i consulenti possono apportare valore qui.

2. Riconsiderare la tolleranza al rischio

Se quest'anno i clienti esprimono preoccupazione per la flessione, questa potrebbe essere l'occasione per affrontare un discorso più ampio su quella che è la loro tolleranza al rischio. Un anno negativo per i mercati dovrebbe avere conseguenze minime a lungo termine sull'atteggiamento del cliente nei confronti del rischio d'investimento, ma vale la pena verificare che il cliente sia a suo agio con l'esposizione del portafoglio agli attivi più rischiosi. È in periodi come questo che il coaching comportamentale è particolarmente importante, vale a dire, ricordare al cliente che è stato messo a punto un piano ben definito per lui, che lo stesso è stato impostato per far fronte ad anni con rendimenti negativi e che non scostarsi da quanto deciso è una componente fondamentale del piano.

Nonostante i ribassi di quest'anno nei mercati obbligazionari, riteniamo che le obbligazioni che spesso fungono da cuscinetto nei periodi di volatilità delle azioni, rimangano la migliore classe di attivi da contrapporre alle azioni, grazie alla correlazione storicamente bassa tra le classi di attivi5.

3. Riesaminare i costi

Tutte le nostre ricerche e l'esperienza di Vanguard ci dicono che i costi svolgono un ruolo cruciale ai fini del successo degli investimenti, il che significa che conviene mantenere bassi i costi6. Indipendentemente dal fatto che si tratti di investimenti in fondi a gestione attiva o in fondi indicizzati, ogni punto base che un investitore paga in termini di costo corrisponde a un punto base in meno che lo stesso riceve in termini di rendimenti.

Più la situazione per gli investimenti è difficile tanto maggiori sono gli effetti proporzionali dei costi degli investitori sul rendimento finale e tanto più importante diventa lottare per ogni punto base. Benché non abbiano alcun controllo su quando e quanto si muoveranno i mercati, i consulenti possono controllare la parte di rendimento del mercato che i clienti ricevono e aggiungere valore aiutandoli a ridurre al minimo i costi d'investimento.

4. Mantenere gli investimenti

Potrebbe sembrare un controsenso mantenere gli investimenti in attivi che stanno perdendo valore, soprattutto se si sospetta che le perdite possano aumentare prima della ripresa. Nella situazione attuale gli investitori devono inoltre fare i conti con un'inflazione elevata, che erode i rendimenti reali. Anche se l'aumento dei tassi d'interesse può far sembrare la liquidità più attraente rispetto ai mercati d'investimento globali, è importante ricordare che è probabile che i rendimenti reali risultino negativi a seguito della rettifica per gli effetti corrosivi dell'inflazione. Nel lungo periodo le azioni sono sempre state una delle migliori coperture contro l'inflazione7.

Disinvestire in periodi turbolenti può voler dire che gli investitori rischiano di perdere ingenti guadagni che avrebbero consentito loro di raggiungere gli obiettivi d'investimento, perché anche solo pochi giorni fuori dal mercato possono rivelarsi costosi. Ad esempio, dal 1928 al 2021 nel mercato azionario statunitense si sono avuti più di 23.300 giorni di negoziazione. Di questi, i 30 giorni di negoziazione migliori hanno rappresentato quasi la metà del rendimento del mercato8, come indicato nel grafico seguente. Uscire dal mercato nel momento sbagliato è costoso. Inoltre, molti di questi giorni di negoziazione migliori erano strettamente legati ai giorni peggiori del mercato, rendendo quasi impossibile la scelta precisa dei tempi9.

La performance passata non è garanzia di rendimenti futuri. La performance di un indice non è rappresentativa di alcun investimento specifico, dal momento che non è possibile investire direttamente in un indice.
Fonte: Calcoli di Vanguard con dati di Macrobond, Inc, al 31 dicembre 2021. Note: I rendimenti si basano sul rendimento giornaliero dell'indice S&P 90 dal 1° gennaio 1928 al 31 marzo 1957 e dell'indice S&P 500 da allora fino al 31 dicembre 2021 come rappresentativo del mercato azionario statunitense. Rendimenti calcolati in dollari USA. I rendimenti non tengono conto dei dividendi reinvestiti che, se fossero stati considerati, avrebbero fatto sì che i dati sarebbero risultati più elevati per tutte le barre del grafico.

Spesso la disciplina è l'atteggiamento migliore durante un periodo di flessione

In molti casi il modo migliore di agire per gli investitori quando i mercati subiscono una flessione è attenersi alla strategia di lungo termine elaborata con il consulente in un momento in cui il peso emotivo dovuto alle recenti perdite non era un fattore influente. Allo stesso tempo la recente volatilità potrebbe aver portato a un cambiamento nelle preferenze di rischio o negli obiettivi d'investimento del cliente, o semplicemente averlo convinto dell'opportunità di effettuare una pulizia del portafoglio.

La nostra documentazione illustrativa e il materiale di supporto per il coaching comportamentale sono pensati per aiutare i consulenti a sfruttare al meglio le interazioni con i clienti e a produrre valore per gli investitori. Fare clic qui per sapere quali sono e scaricare le nostre risorse di marketing a disposizione dei consulenti per quanto riguarda il nostro programma Vanguard Advantage/Vanguard 360.

 

1 Kahneman and Tversky, 1979.

2 Davis et al., 2015. "Compensatory control and the appeal of a structured world" (Controllo compensatorio e la seduzione di un mondo strutturato).

3 Fonte: Calcoli di Vanguard con dati di FactSet. Note: Confronto tra i rendimenti di un ipotetico esempio di portafoglio azioni/obbligazioni 60/40 durante e dopo una fase di forte flessione dei mercati, rispetto al passaggio alla liquidità e al reinvestimento dopo la ripresa dei mercati. Dati tra il 1° novembre 2018 e il 28 febbraio 2019. Ipotetico portafoglio composto al 60% da azioni e al 40% da obbligazioni, costituito da azioni statunitensi, azioni globali escluse quelle degli Stati Uniti, obbligazioni statunitensi e obbligazioni globali escluse quelle degli Stati Uniti. Azioni statunitensi rappresentate dall'indice CRSP US Total Market, obbligazioni statunitensi rappresentate dall'indice Bloomberg U.S. Aggregate Float Adjusted, azioni globali rappresentate dall'indice FTSE Global All Cap ex US, obbligazioni globali rappresentate dall'indice Bloomberg Global Aggregate ex-USD Float-Adjusted RIC Capped. Rendimenti calcolati in dollari USA.

4 G. P. Brinson, L. R. Hood, and G. L. Beebower, 1995. "Determinants of portfolio performance." Financial Analysts Journal 51(1):133–8. (Feature Articles, 1985–1994.)

5 Fonte: Vanguard. Per ulteriori informazioni vedere "Hedging equity downside risk with bonds in the low-yield environment" (Coprire il rischio al ribasso delle azioni con obbligazioni in un contesto di bassi rendimenti), Renzi-Ricci G. e Lucas Baynes, gennaio 2021. I rendimenti azionari sono derivati dall'indice MSCI AC World Total Return, mentre quelli obbligazionari dall'indice Bloomberg Barclays Global Aggregate Total Return, con copertura in GBP. I rendimenti azionari e obbligazionari sono indicati in GBP. Dati di Bloomberg LP, sulla base di dati mensili da gennaio 1988 a novembre 2020.

6 Fonte: Vanguard. Vedere "Principles for investment success": esempio ipotetico di crescita di un investimento iniziale di 10.000 GBP in un periodo di 30 anni, ipotizzando una crescita annua del 6%, con costi annuali dello 0,3%, 0,6%, 0,9% o 1,2%.

7 Fonte: Sistema Vanguard per la costruzione di portafogli globalmente diversificati. Rendimenti nominali e reali di buoni del tesoro, obbligazioni e azioni in valuta locale dal 31 dicembre 1900 al 31 dicembre 2020. Calcoli effettuati in riferimento ai dati dei rendimenti globali Dimson-Marsh-Staunton messi a disposizione da Morningstar, Inc. (DMS UK Equity Index, DMS UK Bond Index, DMS Europe Equity Index, DMS Europe Bond Index).

 8, 9 Fonte: Calcoli di Vanguard con dati di Macrobond, Inc, al 31 dicembre 2021. Note: I rendimenti si basano sul rendimento giornaliero dell'indice S&P 90 dal 1° gennaio 1928 al 31 marzo 1957 e dell'indice S&P 500 da allora fino al 31 dicembre 2021 come rappresentativo del mercato azionario statunitense. I rendimenti sono calcolati in USD e non comprendono i dividenti reinvestiti.

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