• L’azionario americano continua a segnare nuovi massimi, il che potrebbe indicare un eccesso di fiducia degli investitori rispetto all’aumento delle valutazioni.
  • Stando alla nostra analisi, le valutazioni sono state così alte solo due volte dal 1950: nella bolla delle dot-com e alla ripartenza dopo il Covid.
  • In questo contesto, la diversificazione resta un approccio efficace per affrontare la potenziale volatilità di mercato.



Tassi di interesse più alti possono essere un fattore avverso per i prezzi degli attivi. Il mercato obbligazionario americano ne ha preso atto, registrando decisi ribassi dei prezzi negli ultimi due anni. Quello azionario invece ha continuato a toccare nuovi massimi, il che potrebbe indicare un eccesso di fiducia da parte degli investitori nell’aumento delle valutazioni.  

A che livelli sono le valutazioni dell’azionario americano attualmente

Le valutazioni azionarie, che esprimono il giudizio del mercato sul valore delle società, appaiono un po’ esuberanti. Il grafico riportato più avanti illustra l’andamento del cyclically-adusted price/earnings ratio o CAPE, un indicatore diffuso per la valutazione del mercato azionario americano. Il CAPE rappresenta il rapporto prezzo/utili corretto per gli effetti del ciclo economico ed è ottenuto come rapporto fra i prezzi azionari correnti e gli utili per azione degli ultimi 10 anni depurati dell’inflazione. Come si vede nel grafico, a gennaio 2024, il CAPE per l’azionario americano era oltre 30, un livello superiore a quello registrato per gran parte del tempo negli ultimi 70 anni.

Il valore equo (o fair value) dell’azionario dipende in parte dal contesto macroeconomico e dunque da aspetti quali i tassi di interesse, il livello d’inflazione e la volatilità di mercato. Valutazioni azionarie più elevate possono essere giustificate in periodi di bassi tassi di interesse, bassa inflazione e bassa volatilità. I tassi bassi abbassano il tasso di attualizzazione e il costo di detenere oggi una quota di capitale di un’impresa e di partecipazione ai suoi utili futuri.  

I prezzi azionari americani hanno raggiunto nuovi massimi anche nel passaggio a un contesto di tassi di interesse più elevati che abbassano le nostre stime di fair value. Cresce dunque il divario fra i prezzi azionari e le nostre stime di fair value con valutazioni dell’azionario americano che sono superiori di circa il 30% al nostro range di stima di valore equo.

Le valutazioni dell’azionario americano raramente sono state così elevate. Oggi si collocano al 99° percentile, un livello che, come si vede dal grafico che segue, dal 1950 è stato raggiunto solamente nel periodo della bolla delle dot-com e nella ripartenza dopo il Covid-19.

Come potrebbe essere colmato nel tempo il divario valutativo per l’azionario americano

Una riduzione dei tassi di interesse potrebbe contribuire a colmare il divario valutativo. Tuttavia prevediamo che la Fed si mantenga prudente. A fronte della prospettiva di progresso insufficiente nella lotta all’inflazione e dei rischi che un allentamento precoce delle condizioni finanziarie potrebbe comportare, è possibile che la Fed non sia affatto in grado di abbassare i tassi quest’anno. E anche qualora li riduca, prevediamo che i tagli non siano di sufficiente entità da aumentare in modo significativo le nostre stime di fair value.  Oltre il 2024, è improbabile che il range di fair value si riporti sui livelli prevalenti all’inizio del decennio. L’epoca dei tassi di interesse in prossimità dello zero è alle spalle.

È molto più probabile che il divario venga colmato dalla discesa dei prezzi azionari.

Il rischio di correzione azionaria è cresciuto per via di valutazioni ancora più elevate

Grafico lineare che mostra le ampie oscillazioni del CAPE, ossia il rapporto prezzo/utili corretto per gli effetti del ciclo economico, in base ai dati tratti dal sito di Robert Shiller (aida.wss.yale.edu/~shiller/data.htm), del Bureau of Labor Statistics americano, del Federal Reserve Board, di Refinitiv e Global Financial Data, nonché la banda che rappresenta il range di stima di Vanguard del fair value del CAPE. Come si vede nel grafico, il CAPE dell’indice tipicamente ha oscillato in prossimità o all’interno del nostro range di stima del fair value del CAPE, con occasionali sforamenti rispetto a valutazioni eque dal 1991 a gennaio 2024 e un’impennata agli inizi del 2000 nel periodo della bolla delle dot-com sino a massimo di quasi 45. Attualmente le valutazioni sono superiori al nostro range di stima di valore equo.

Note: Le stime di Vanguard del fair-value del CAPE per l’azionario americano sono ottenute con un modello statistico che depura il CAPE dell’inflazione e dei tassi di interesse. Il modello statistico impiegato è vettoriale a correzione dell’errore a tre variabili e comprende il rapporto utile/prezzo (earnings yield), l’inflazione realizzata a 10 anni e il rendimento del decennale americano da gennaio 1940 a gennaio 2024. I dettagli sono stati pubblicati nel documento di ricerca di Vanguard del 2017 dal titolo Global Macro Matters: As US Stock Prices Rise, the Risk-Return Trade-off Gets Tricky. Un fair-value del CAPE in diminuzione segnala che serve una maggiore remunerazione in termini di premio per il rischio azionario (ERP) mentre un fair value del CAPE in aumento indica che l’ERP si sta comprimendo.

Sources: elaborazioni di Vanguard sulla base di dati tratti dal sito di Robert Shiller, dal Bureau of Labor Statistics americano, dal Federal Reserve Board, di Refinitiv e Global Financial Data.

Quali indicazioni possono fornire le valutazioni azionarie

Le valutazioni sono un solido indicatore del rendimento azionario sul lungo termine. E gli attuali livelli delle valutazioni azionarie americane non sono di buon auspicio. 

Le valutazioni sono indubbiamente alte al momento, va tuttavia precisato che questo non significa che non possano salire ulteriormente, soprattutto sul breve termine. Le valutazioni non sono strumenti di market timing. Inoltre, anche su periodi estesi, non sono fattori predittivi infallibili di sovra o sottoperformance.

Ecco perché, anche se siamo più guardinghi rispetto alle prospettive di rendimento dell’azionario americano nel prossimo decennio, suggeriamo agli investitori di non apportare drastici cambiamenti nella loro asset allocation.  

La diversificazione è una scelta avveduta anche quando le valutazioni azionarie sono elevate

Indipendentemente dalle prospettive di rendimento dell’azionario americano, detenere un mix di attivi non perfettamente correlati aiuta a ridurre il rischio in portafoglio. Così come uno stile di vita equilibrato favorisce una buona salute, un portafoglio d’investimento bilanciato offre agli investitori buone probabilità di conseguire i loro obiettivi finanziari di lungo termine.

Poiché il passaggio a un contesto di tassi di interesse più alti non è ancora del tutto compiuto, potrebbe esserci ulteriore volatilità sui mercati nel 2024. Tuttavia, gli investitori multi-asset pazienti che si mantengono disciplinati con una asset allocation strategica in azionario e obbligazionario su scala globale con tutta probabilità saranno ricompensati sul lungo termine. Inoltre, poiché è difficile anticipare i mercati finanziari, crediamo che gli investitori debbano mantenere la barra dritta e un’ottica di lungo termine per avere le migliori chance di successo nei loro investimenti.  


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