Di Lukas Brandl-Cheng, Investment Strategy Analyst, Vanguard Europe

      

  • Sebbene le perdite dei mercati azionari globali nel 2022 siano state significative, le nostre prospettive di lungo termine per le azioni globali sono ora più interessanti rispetto a un anno fa.
  • Prevediamo che nel prossimo decennio vi saranno maggiori opportunità nell'area euro e in altri mercati azionari rispetto agli Stati Uniti.
  • Riteniamo che un portafoglio ampiamente diversificato possa offrire agli investitori le migliori possibilità di raggiungere i loro obiettivi.

 

Sebbene le perdite del mercato azionario globale nel 2022 siano state significative, nella nostra pubblicazione Previsioni economiche e di mercato di Vanguard per il 2023: contrasto all'inflazione, sottolineiamo come le nostre prospettive di lungo termine per le azioni globali siano ora più allettanti rispetto a un anno fa.

Il sell-off dei mercati azionari nel 2022 è stato generalizzato. Tuttavia, la debolezza dell'euro, in particolare rispetto al dollaro USA, ha fatto sì che gli investitori in euro in azioni globali (denominate in dollari USA) abbiano ottenuto un aumento in termini relativi delle loro esposizioni azionarie globali.

In termini di USD, l'indice FTSE All World è calato del 14,5% a fine novembre 2022[1]. Tuttavia, grazie alla forza del dollaro e alla debolezza dell'euro, la perdita si è ridotta al -5,6%[2] per gli investitori in euro.

Siamo ormai entrati nel 2023e  i seguenti grafici mostrano le nostre aspettative di rendimento sul comparto azionario per gli investitori in euro nei prossimi 10 anni e la nostra previsione in merito alle valutazioni nei mercati sviluppati ed emergenti. Le nostre valutazioni e previsioni sono intese come aspettative di lungo periodo e non devono essere considerate come un segnale di breve termine.

Prospettive a 10 anni dei mercati azionari: definire aspettative ragionevoli

Le proiezioni devono essere considerate ipotetiche e non rispecchiano né garantiscono risultati futuri.

Note: La previsione corrisponde alla distribuzione di 10.000 simulazioni del VCMM per i rendimenti nominali annualizzati a 10 anni in GBP per le classi di attivi evidenziate. La volatilità mediana è il 50° percentile della distribuzione della deviazione standard annualizzata dei rendimenti di un’asset class.. I rendimenti delle seet class non tengono conto delle commissioni e delle spese di gestione, né contemplano l'impatto delle imposte. I rendimenti comprendono il reinvestimento dei dividendi e le plusvalenze. Gli indici non sono gestiti, pertanto non è possibile effettuare un investimento diretto. Indici usati: azionario  area euro – MSCI European Economic and Monetary Union (EMU) Total Return Index; azionario globale esclusa area euro – MSCI AC World ex EMU Total Return Index Euro; azionario mercati emergenti (senza copertura) – MSCI Emerging Markets Total Return Index Euro.

Fonte: Calcoli di Vanguard in EUR, al 30 settembre 2022.

IMPORTANTE: Le proiezioni e le altre informazioni ottenute col VCMM per quanto riguarda la probabilità dei diversi risultati degli investimenti sono di natura ipotetica, non rispecchiano risultati di investimenti reali e non sono garanzia di rendimenti futuri. Le distribuzioni dei risultati d'investimento ottenute col modello VCMM derivano da 10.000 simulazioni per ogni classe di attivi modellizzata. Simulazioni al 30 settembre 2022. I risultati del modello possono variare ogni volta che lo si utilizza e nel tempo.

 

Le valutazioni sono più interessanti rispetto a un anno fa

La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri.

Note: Questo grafico mostra gli attuali percentili di valutazione rispetto alfair value, rispetto ai valori dello scorso anno (tra parentesi). Le misure di valutazione delle azioni dell'area euro e del Regno Unito corrispondono all'attuale percentile del CAPE rispetto al CAPE al fair value per gli indici total return MSCI Germany e MSCI UK dal 31 gennaio 1970 al 30 settembre 2021. L'indicatore della valutazione degli Stati Uniti corrisponde all'attuale percentile del CAPE rispetto al CAPE al fair value per l'S&P 500 Index dal 31 gennaio 1940 al 30 settembre 2022. Gli indicatori della valutazione dei mercati emergenti, dei titoli growth statunitensi, dei titoli value statunitensi e delle small cap statunitensi corrispondono al percentile rispetto al fair value. Le valutazioni dei titoli growth statunitensi sono indicatori compositi della valutazione del fattore stile rispetto alle valutazioni relative degli Stati Uniti e del percentile del CAPE statunitense attuale rispetto al CAPE al fair value. L'indicatore della valutazione relativa corrisponde all'attuale rapporto tra il fattore stile e le metriche prezzo/valore contabile statunitensi rispetto alla sua media storica dal 31 gennaio 1979 al 30 settembre 2022. Indici usati: azionarioarea euro - MSCI European Economic and Monetary Union (EMU) Total Return Index; azionario Regno Unito - MSCI UK Total Return Index Euro; azionario statunitensi - MSCI USA Total Return Index Euro; azionario mercati emergenti - MSCI Emerging Markets Total Return Index Euro; small cap (Stati Uniti) - azioni con una capitalizzazione di mercato compresa nei due terzi inferiori del Russell 1000 Index; large cap (Stati Uniti ) - azioni con una capitalizzazione di mercato compresa nel terzo superiore del Russell 1000 Index; value (Stati Uniti) - azioni con un rapporto prezzo/valore contabile nel terzo inferiore del Russell 1000 Index; Growth (US) - azioni con un rapporto prezzo/valore contabile nel terzo superiore del Russell 1000 Index.

Fonte: Calcoli di Vanguard in EUR, al 30 settembre 2022.

IMPORTANTE: Le proiezioni e le altre informazioni ottenute col VCMM per quanto riguarda la probabilità dei diversi risultati degli investimenti sono di natura ipotetica, non rispecchiano risultati di investimenti reali e non sono garanzia di rendimenti futuri. Le distribuzioni dei risultati d'investimento ottenuti col modello VCMM derivano da 10.000 simulazioni per ogni classe di attivi modellizzata. Simulazioni al 30 settembre 2022. I risultati del modello possono variare ogni volta che lo si utilizza e nel tempo.

 

Le azioni statunitensi appaiono ancora sopravvalutate

Dopo la ripresa dal sell-off causato dalla pandemia nel 2020, il rapporto prezzo-utili aggiustato per il ciclo (CAPE)[3] di molti mercati ha registrato un forte aumento, prima di raggiungere il picco alla fine del 2021. Questo vale in particolare per gli Stati Uniti, dove la sopravvalutazione rispetto alla nostra stima di fair value ha raggiunto un livello che non si vedeva dai tempi della bolla delle dot-com.

Sebbene le valutazioni azionarie siano migliorate di recente, l'inflazione elevata e l'aumento dei tassi d'interesse reali hanno contemporaneamente causato un calo della nostra stima del valore equo e alcune parti del mercato azionario statunitense rimangono sopravvalutate.

Nell'area euro, invece, l'impennata delle valutazioni nel 2021 è stata meno pronunciata. Il CAPE tedesco si è fermato al di sotto del valore medio del nostro intervallo di fair value e da allora sia questo intervallo che il CAPE tedesco sono calati, con valutazioni che sono scese più rapidamente e si sono nuovamente spostate al di sotto dell'intervallo.

Maggiori opportunità nell'area euro e in altri mercati azionari rispetto agli Stati Uniti

Sebbene nell'ultimo decennio le azioni statunitensi abbiano ampiamente sovraperformato i loro corrispettivi globali[4] e siano state individuate molte ragioni per questa sovraperformance[5], riteniamo che le valutazioni troppo elevate in alcune parti del mercato azionario statunitense stiano preparando il terreno per rendimenti più bassi nel decennio a venire.

Anche se riteniamo probabile che gli Stati Uniti registreranno una crescita degli utili più elevata, le nostre prospettive per le azioni globali ex- USA sono positiveanche se potrebbe essere necessario un indebolimento del dollaro USA affinché la sovraperformance delle azioni globali ex USA sia sostenuta.

Le valutazioni più favorevoli al di fuori degli Stati Uniti non sono una novità. Tuttavia, l'area euro e altri mercati azionari, non sono stati in grado di generare una sovraperformance significativa rispetto agli Stati Uniti. Ciò è dovuto, in parte, alla forza del dollaro e alla debolezza dell'euro.

I rendimenti delle valute sono notoriamente difficili da prevedere su brevi orizzonti temporali e sono molti i fattori che possono farli deviare dai fondamentali. Tuttavia, su un orizzonte sufficientemente lungo ci aspettiamo che l'inflazione globale e la convergenza delle politiche portino alla normalizzazione dei tassi di cambio.

Data la natura a lungo termine delle nostre valutazioni e previsioni, una sopravvalutazione o sottovalutazione non dovrebbe incoraggiare di per sé gli investitori ad agire nel breve termine. Questo sottolinea le sfide che devono affrontare gli investitori che orientano i loro portafogli in una sola direzione. Riteniamo che un approccio rigoroso all'investimento, unito ai principi di un'ampia diversificazione allineata agli obiettivi e ai vincoli dell'investitore, offra le migliori possibilità di successo.

 

Per ulteriori informazioni, si rimanda alla versione integrale della pubblicazione Previsioni economiche e di mercato di Vanguard per il 2023: contrasto all'inflazione.

 

1 Fonte: Refinitiv, FTSE All World Total Return Index USD, al 30 novembre 2022.

2 Fonte: Refinitiv, FTSE All World Total Return Index Euro, al 30 novembre 2022.

3 Il rapporto viene utilizzato per valutare se un titolo o un mercato è sottovalutato o sopravvalutato, confrontando il prezzo di mercato corrente con gli utili storici corretti per l'inflazione.

4 In termini di rendimento cumulativo, un portafoglio di azioni statunitensi acquistato nel 2012 vale il doppio di un portafoglio di azioni internazionali acquistato nello stesso periodo.

5 Crescita statunitense più solida, contesto economico meno incerto e composizione settoriale del mercato azionario statunitense.

 

 

Informazioni sui rischi d’investimento

Il valore degli investimenti e il reddito da essi derivante possono diminuire o aumentare e gli investitori potrebbero recuperare un importo inferiore a quello investito.

I risultati precedenti non possono essere presi come riferimento per i risultati futuri.

Alcuni fondi investono nei mercati emergenti, che possono risultare più volatili rispetto a quelli più consolidati. Di conseguenza, il valore dell’investimento potrebbe aumentare o diminuire.

IMPORTANTE Le proiezioni e le altre informazioni ottenute col VCMM per quanto riguarda la probabilità dei diversi risultati degli investimenti sono di natura ipotetica, non rispecchiano risultati d'investimento reali e non sono garanzia di rendimenti futuri. I risultati del modello possono variare ogni volta che lo si utilizza e nel tempo.

Le proiezioni ottenute col VCMM sono basate su un'analisi statistica di dati storici. I rendimenti futuri possono avere un andamento diverso dai modelli storici catturati nel VCMM. È importante notare che il VCMM potrebbe sottostimare gli scenari negativi non osservati nei periodi storici sui quali è basato il modello di stima.

Il Vanguard Capital Markets Model® è uno strumento di simulazione finanziaria proprietario, sviluppato e gestito da esperti di ricerca e consulenti qualificati di Vanguard. Il modello prevede le distribuzioni dei rendimenti futuri di una vasta gamma di classi di attivi. Tra le classi di attivi figurano i mercati azionari statunitensi e internazionali, buoni del tesoro statunitensi e mercati dei titoli societari obbligazionari con diverse scadenze, mercati obbligazionari internazionali, mercati monetari statunitensi, materie prime e alcune strategie d’investimento alternative. Il fondamento teorico ed empirico del Vanguard Capital Markets Model è che i rendimenti delle diverse classi di attivi rispecchiano la contropartita richiesta dagli investitori per assumersi diversi tipi di rischio sistematico (beta). Al centro del modello vi sono le stime del rapporto statistico dinamico tra fattori di rischio e rendimenti degli attivi, ottenute da analisi statistiche basate sui dati finanziari ed economici mensili disponibili a partire dagli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso. Tramite un sistema di equazioni stimate, il modello applica un metodo di simulazione Monte Carlo per proiettare i rapporti stimati tra i fattori di rischio e le classi di attivi, come pure l'incertezza e la casualità nel tempo. Il modello produce un'ampia serie di risultati simulati per ogni classe di attivi su diversi orizzonti temporali. Le previsioni si ottengono attraverso misure di tendenza centrale in tali simulazioni. I risultati ottenuti con lo strumento variano ogni volta che lo si utilizza e nel tempo.

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