• L’obbligazionario è molto meno esposto alla disruption dell’IA rispetto all’azionario nonché a minor rischio di concentrazione. 

  • La dirompenza dell’IA sta ampliando la dispersione e creando opportunità su ambo i versanti dello spettro della qualità.

  • La selezione attiva è cruciale in quanto i risultati degli investimenti a lungo termine dipenderanno da fondamentali come flussi di cassa duraturi, allocazione del capitale disciplinata e vantaggi competitivi strutturali.

“Da investitori nel credito, comprendere oggi le dinamiche micro ci permette di affrontare le questioni che domani diventeranno macro”

Sarang Kulkarni

Lead Portfolio Manager, Vanguard Global Credit Bond Fund


Crediamo che l’obbligazionario resti molto meno vulnerabile ai rischi di effetti dirompenti dell’intelligenza artificiale (IA) e a fronte dei progressi di questa tecnologia pertanto non prevediamo un’apocalisse sui mercati obbligazionari per le società di servizi software.
 
Ci aspettiamo tuttavia che sul più lungo periodo l’IA creerà vincitori e perdenti. Questo rischio sta alimentando dispersione sui mercati obbligazionari sia nei segmenti di minore qualità dove c’è una maggiore concentrazione di società software emittenti, sia nell’investment grade, dove gli hyperscaler stanno guidando un’ondata di nuove emissioni di debito.

Minore concentrazione dei tecnologici nell’obbligazionario 

Le stime variano ma quest’anno potrebbero approdare sui mercati pubblici circa 400 miliardi di dollari di obbligazioni emesse per finanziare l’infrastruttura per l’IA. Questo equivarrebbe grosso modo al 10-15% di tutte le emissioni societarie in dollari americani attese nel 20261. Sebbene il trend interessi prevalentemente i mercati degli Stati Uniti, si è registrato un lieve aumento delle emissioni investment grade (IG) in euro da parte delle società tecnologiche nell’ambito delle cosiddette “reverse-Yankee” vale a dire obbligazioni emesse in valuta diversa dal dollaro per finanziarsi a costi inferiori e diversificare le fonti di finanziamento. 

Tuttavia, la tecnologia ha ridisegnato il panorama dell’azionario più di quello sui mercati obbligazionari dove c’è molto meno rischio di concentrazione per gli investitori.

  • Sui mercati azionari, i titoli delle società tecnologiche rappresentano poco più di un terzo della capitalizzazione di mercato2.

  • Sui mercati obbligazionari, a fine marzo 2026, i titoli emessi dalle società tecnologiche rappresentavano meno del 10% dell’offerta di obbligazioni societarie americane e appena il 3% del mercato IG di emissioni in euro. Nell’high-yield, i titoli di società tecnologiche erano soltanto il 7% del mercato3.

I tecnologici sono dominanti nel mercato azionario in termini di valore, molto meno nell’obbligazionario

Fonte: Bloomberg, al 30 marzo 2026.

Un settore tecnologico rivalutato nell’obbligazionario

Le emissioni legate all’IA da parte degli hyperscaler Amazon, Google, Meta, Microsoft e Oracle hanno portato una rivalutazione per l’intero settore tecnologico investment grade americano. Adesso le obbligazioni di società tecnologiche scambiano a spread più alti rispetto ai titoli del settore bancario i cui fondamentali sono robusti. Questo è l’opposto rispetto ai trend recenti. 

Gli spread creditizi sono aumentati per le obbligazioni dei tecnologici investment grade (Variazione cumulativa a un anno)

Fonte: dati Bloomberg, al 28 febbraio 2026

Variazione cumulativa degli spread più pronunciata nell’high yield per i tecnologici (Variazione cumulativa a un anno)

Fonte: dati Bloomberg, al 28 febbraio 2026

Nell’high yield americano, l’IA è sfidante per i tecnologici sia più tradizionali sia con modello SaaS, con allargamento degli spread e spazio di selezione tra potenziali vincitori e perdenti. Tuttavia, in confronto ai prestiti a leva e al credito privato dove i tecnologici rappresentano il 15% dell’offerta, il mercato high yield resta di qualità superiore e con molta meno concentrazione sui tecnologici. 

Qualità creditizia superiore nell’high yield rispetto ad altri spazi inferiori all’investment grade per il debito di società software e tecnologiche

Percentuale di emissioni inferiori all’investment grade di società software e tecnologiche

Fonte: Bloomberg, Bank of America e Fitch, al 31 dicembre 2025.

L’esigenza di scavare a fondo

Da investitori nel credito, conoscere a fondo gli aspetti micro ci aiuta ad affrontare futuri sviluppi macro.

Alcune imprese integreranno con successo l’IA con espansione dei margini e rafforzamento del vantaggio competitivo. Altre potrebbero trovarsi alle prese con compressione dei margini, pressioni sui prezzi o erosione del modello di business con la riduzione delle barriere di ingresso. La disruption dell’IA amplia la dispersione ed anche le opportunità.

La selezione del credito sarà cruciale per cogliere potenziale di alfa in questo settore. È proprio a tal riguardo che la capacità di approfondita analisi porta risultati con la conoscenza dei fondamentali degli emittenti per individuare i vincitori e i perdenti.

Una storia in evoluzione

Il mercato al momento è concentrato sui progressi dell’IA. Nei prossimi 18 - 24 mesi prevediamo un cambio di fase con gli investitori che valuteranno se questa tecnologia sarà applicata in modo efficiente nei flussi di lavoro e se ci sarà il promesso ritorno sugli investimenti che al momento sono in espansione.

Noi ci aspettiamo, ad esempio, che l’IA porti innovazione trasformativa nei settori bancario, assicurativo e del software, risparmi nel costo del lavoro e che inneschi maggiore profittabilità.

Un approccio a 360 gradi

In questo contesto la selezione attiva nel credito assume crescente importanza. Noi prediligiamo gli emittenti con flussi di cassa duraturi, allocazione di capitale disciplinata e vantaggi competitivi strutturali. L’intelligenza artificiale verosimilmente creerà rischi e opportunità e saper differenziare sarà importante.

In Vanguard, i nostri analisti nel credito che si occupano in modo dedicato delle società dei settori delle telecomunicazioni, dei media e della tecnologia, assieme ai nostri gestori di portafoglio valutano l’esposizione all’IA a 360 gradi a livello di classi di attivo, spettro di rating e settori. In questo processo la nostra natura collaborativa aiuta a individuare le potenziali opportunità e a mantenere i nostri fondi lontano dai rischi nascosti di concentrazione. 

Le trasformazioni avvengono nell’arco di anni, non di trimestri. Un approccio obbligazionario attivo che affonda le radici nella selezione rigorosa nei vari settori e per le diverse scadenze sarà cruciale per conseguire valore a lungo termine per i nostri clienti.

1 Fonte: Vanguard.

2 Fonte: Bloomberg, al 31 marzo 2026.

3 Fonte: dati Bloomberg. 

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