Il mercato azionario globale continua a essere definito dal dominio delle mega cap tecnologiche americane, lasciando molti portafogli fortemente esposti a un ristretto gruppo di beneficiari dell’IA. Oggi, le dieci maggiori società legate all’IA, quasi tutte con un valore di mercato superiore ai 1.000 miliardi di dollari, rappresentano oltre il 35% dell’S&P 500 e il 25% del FTSE All‑World1. Questo livello di concentrazione può amplificare il rischio di mercato, la sensibilità delle valutazioni e la vulnerabilità a politiche macro.
In questo contesto, le strategie di stampo value, soprattutto quelle concepite per evitare le ‘trappole di valore’ (value trap), offrono un approccio sempre più efficace. Queste strategie hanno cominciato a divergere in modo significativo rispetto al mercato globale, segnalando un profilo alternativo di rischio e rendimento in una fase in cui cresce l’incertezza sul fronte macroeconomico.
Nel 2025, l’azionario value ha mostrato chiari segni di distacco dalle dinamiche del mercato più generale. Lo dimostra la netta diminuzione della correlazione tra il FTSE All‑World High Dividend Yield, che si è mosso di pari passo con il segmento value, e l’indice principale da cui è derivato, vale a dire il FTSE All-World. La correlazione da quasi perfetta è scesa a 0,60 (come illustrato nel grafico successivo), il che significa che solo circa il 36% della volatilità dell’indice risulta attribuibile soltanto al beta.
Questo disaccoppiamento ha coinciso con un marcato aumento dell’incertezza economica e relativa alle politiche rilevata dall’indice Economic Policy Uncertainty (EPU). In questo contesto, il segmento dell’IA si è dimostrato sensibile agli shock, tra cui shock nella filiera produttiva, tensioni sui semiconduttori e rischio geopolitico. Ad esempio, nonostante i robusti guadagni messi a segno nel 2025, il Nasdaq 1002 (+21%) e l’S&P 500 (+17%) hanno registrato una performance meno brillante rispetto al FTSE All‑World (+23%) e al FTSE All‑World High Dividend Yield (+26%)3.
La correlazione decresce al crescere dell’incertezza

Fonte: FactSet. Dati dal 31 dicembre 1997 al 31 dicembre 2025. Globale: beta vs high dividend yield indica la correlazione tra gli indici FTSE All-World e FTSE All-World High Dividend Yield; Mercati sviluppati: beta vs value la correlazione tra gli indici MSCI World e MSCI World Enhanced Value. Correlazioni basate sul rendimento totale netto mensile in USD. L’indice EPU (Economic Policy Uncertainty) è un indicatore che rileva la frequenza di articoli giornalistici che contengono termini legati all’incertezza con riferimento all’economia e alle politiche.
La sovraperformance legata agli utili che battono le aspettative non necessariamente mette al riparo i titoli ad alta crescita, tra cui quelli degli hyperscaler dell’IA, da tensioni sui flussi di cassa quando le narrative di mercato diventano più fragili.
Agli investitori che ricercano soluzioni per mitigare il rischio di concentrazione e come antidoto al tema dell’IA, le esposizioni value orientate ai dividendi come quella del Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield UCITS ETF (più avanti indicato semplicemente come “l’ETF”), offrono un’alternativa praticabile. La metodologia alla base di questa esposizione pone enfasi sulla durevolezza futura degli utili, evitando valutazioni ancorate al passato.
La metodologia di costruzione dell’ETF si distingue per due principali aspetti:
1. Le stime del dividendo per azione come metrica che guarda al futuro
Le stime dei broker sul dividendo per azione sono un indicatore previsionale trasparente di durevolezza delle distribuzioni. A differenza del valore di libro, sono un parametro meno esposto a distorsioni contabili e strettamente allineato alle distribuzioni agli azionisti. Illustriamo più in dettaglio questo approccio forward-looking nel documento di approfondimento predisposto per chi si occupa di costruzione di portafoglio Dividends unpacked.
2. La selezione con pesi basati sulla capitalizzazione di mercato per ridurre il rischio di value trap
Selezionando il 50% dei titoli con rendimento da dividendi più elevato, ma con pesi basati sulla capitalizzazione di mercato anziché sul rendimento, l’indice replicato dall’ETF è focalizzato su società con un dividendo più sostenibile e non verso quelle i cui rendimenti potrebbero essere gonfiati da prezzi depressi.
L’ultimo ribilanciamento (a settembre 2025) del FTSE All-World High Dividend Yield Index ha rafforzato questo punto di forza: il filtro adottato ha escluso tutti i sopracitati 10 titoli più legati all’IA, evitando il rischio tematico e valutativo legato ad essi, e ha mantenuto quelli di società mature che distribuiscono dividendi nei vari settori a livello globale.
Composizione settoriale e driver di performance
I titoli finanziari, quelli del settore dei beni di consumo di base e gli industriali restano dominanti nel l’indice FTSE All-World High Dividend Yield e sono stati quelli che hanno maggiormente contribuito alla performance nel 2025 (come illustra il grafico successivo). La diversificazione dei componenti di questo indice comporta una concentrazione decisamente inferiore rispetto all’azionario globale. Ad esempio:
L’assenza di esposizione a titoli legati all’IA è stato un fattore determinante di differenziazione per l’indice lo scorso anno, in termini sia di profilo di rendimento sia di caratteristiche di rischio.
Primi 10 titoli per contributo alla performance dell’indice nel 2025


La performance passata non è non è un indicatore affidabile di risultati futuri.
Fonte: FactSet, Vanguard. Dati dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025. Performance basata sul rendimento totale lordo in USD. RoW = Restanti. Non è possibile investire direttamente in un indice.
Il Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield UCITS ETF può fornire un convincente controbilanciamento rispetto a preoccupazioni legate a un contesto di mercato caratterizzato da crescente incertezza e impennata degli investimenti legati all’IA, in quanto:
Per gli investitori che si interrogano sulla durevolezza del dominio del mercato azionario da parte dei titoli legati all’IA, l’esposizione ai dividendi globali può offrire non solo flussi reddituali ma anche una copertura strutturale rispetto al rischio tematico e di concentrazione.
Per saperne di più sull’esposizione globale a titoli ad alto dividendo e sui motivi per cui l’indice FTSE All-World High Dividend Yield si distingue dagli omologhi, leggi il nostro documento di approfondimento Dividends unpacked: Investment case, index selection and implementation.
1 Queste società sono NVIDIA, Apple, Amazon, Microsoft, Google, Meta Platforms, Tesla, AMD, Broadcom, Palantir. Fonte: Bloomberg, al 31 December 2025.
2 Il Nasdaq 100 è l’indice azionario americano composto dai titoli delle 100 maggiori società non finanziarie quotate al Nasdaq, con pesi nell’indice basati sulla capitalizzazione di mercato.
3 Fonte: Bloomberg, al 31 dicembre 2025. La performance passata non è un indicatore affidabile di risultati futuri. Non è possibile investire direttamente in un indice. Performance riferita al rendimento totale netto in USD.
4 Fonte: Bloomberg, Vanguard. Dati dal 31 dicembre 2000 al 30 novembre 2025. Si veda il grafico precedente sull’incertezza rilevata dall’indice Economic Policy Uncertainty.
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